Profilassi ambientale

Tenere l'ambiente sotto controllo significa cercare di diminuire la concentrazione degli allergeni presenti nell'ambiente in cui la persona allergica vive, o ridurre al minimo le occasioni di esposizione. Alcuni provvedimenti risultano semplici da mettere in pratica.

  • Una delle misure più efficaci consiste nell'arieggiare la casa. Le moderne tecniche di costruzione, privilegiando l'isolamento termico per esigenze di risparmio energetico, fanno sì che all'interno delle case si accumulino calore e umidità, le condizioni ideali per la crescita degli acari. Per aerare le casa, soprattutto le camere da letto, è sufficiente aprire le finestre 5-10 minuti più volte durante la giornata: in questo modo si abbassa la temperatura e si elimina l'umidità che si accumula soprattutto durante la notte. Il ricambio dell'aria, inoltre, elimina anche eventuali residui di fumo o odori sgradevoli.

  • l sole è un buon alleato nella lotta contro gli acari. Esporre al sole e all'aria cuscini, lenzuola e coperte tutti i giorni e, almeno ogni 15 giorni, anche il materasso, può sembrare un impegno gravoso, ma i risultati compensano la fatica: si riduce infatti drasticamente la concentrazione degli acari proprio nei posti che prediligono.
    Se non si riesce ad esporre il materasso al sole, occorre passarvi l'aspirapolvere tutte le settimane al cambio della biancheria: questo provvedimento non ha però la stessa efficacia dato che gli acari si annidano nelle zone più interne, non raggiungibili. Più che il materiale dicui è composto il materasso (lana, fibre vegetali, lattice), conta la sua manutenzione, quindi più è maneggevole più facile sarà esporlo all'aria e tenerlo pulito. Il lavaggio della biancheria a temperatura superiore ai 60° uccide tutti gli acari. Le lenzuola di flanella non sono sconsigliate visto che possono essere lavate a temperature superiori ai 60°. Anche le coperte e i piumini vanno lavati frequentemente o esposti al sole. Nell'acquisto di questi capi va tenuto presente che dovranno essere lavabili in acqua perché il lavaggio a secco non è così efficace, in quanto, pur uccidendo gli acari vivi, non riesce ad eliminare bene le particelle allergizzanti da loro prodotte. Considerato il costo relativamente modesto, i cuscini potrebbero essere sostituiti ogni 3 mesi.

  • Gli acari amano la polvere, quindi più se ne toglie, meglio è. Pulire regolarmente diventa quindi un imperativo categorico; la pulizia risulterà più rapida e meno faticosa se si semplifica l'arredamento, almeno nella camera da letto. Fortunatamente, la moquette non è più così utilizzata come in passato; se ancora presente, converrebbe toglierla, così come è consigliabile eliminare i tappeti dove la polvere si annida abbondante. E' vero che con l'aspirapolvere si riesce ad eliminare molta polvere, ma gli acari vivi dispongono di ventose che consentono loro di rimanere saldamente attaccati ai tappeti e di continuare a moltiplicarsi indisturbati. Anche le tende di stoffa sono un buon ricettacolo di acari: è bene sostituirle con tendine di plastica, disponibili in commercio in molti modelli pratici ed esteticamente gradevoli.

  • Lampadari e abat-jour si puliscono più facilmente se sono di vetro anziché di stoffa. E' consigliabile sostituire i cestoni imbottiti per i giocattoli con comode scatole di plastica col coperchio e riporre in una vetrinetta chiusa l'immancabile collezione di peluche e pupazzi di lana che non si ha il coraggio di eliminare; anche i peluche andrebbero lavati spesso (soprattutto quello scelto dal bambino come "compagno di letto"); se non è possibile lavarli, basta metterli in freezer per 24 ore avvolti in un cellophane per far morire tutti gli acari. Ninnoli e soprammobili superflui dovrebbero essere eliminati e i libri, se possibile, dovrebbero trovare posto fuori dalle camere da letto. Qualche cambiamento potrebbe essere richiesto anche in altre parti della casa: soprattutto in presenza di sintomi allergici gravi potrebbe essere conveniente sostituire divani in stoffa o tessuto con divani in pelle naturale o sintetica, più facile da pulire, eliminare drappi o tappezzerie in stoffa e complementi d'arredo non strettamente necessari.

  • L'aspirapolvere è molto utile per asportare la polvere, ma si deve avere l'accortezza di sostituire frequentemente i filtri, affinché trattengano quante più particelle possibile. I filtri HEPA sono filtri molto efficienti: non migliorano la capacità aspirante dell'aspirapovere, che si limita comunque agli acari morti e ai loro escrementi, ma permettono una minore dispersione di polvere nell'ambiente. L'efficienza dei filtri si mantiene solo se vengono sostituiti spesso. Per i mobili e le altre suppellettili conviene usare un panno antistatico (ma va benissimo anche un panno umido). L'impiego dei pulitori a vapore (es. "vaporella") è controproducente: emettendo calore e umidità, anziché eliminare gli acari, ne stimolano la proliferazione. Naturalmente, le pulizie vanno fatte con le finestre aperte e quando la persona allergica è assente!

  • Nella camera da letto di un soggetto allergico va evitato l'impiego protratto dell'umidificatore che aumenta il livello di umidità ambientale, favorendo la moltiplicazione degli acari. E' consigliabile limitarne l'uso a pochi giorni in occasione di malattie influenzali, soprattutto in presenza di tosse: l'idratazione delle vie aeree può agire come emolliente locale, facilitando l'eliminazione delle secrezioni.

  • Negli ultimi tempi sono stati molto pubblicizzati gli spray anti-acaro. Non si tratta di prodotti miracolosi in grado di sostituire i provvedimenti sopra citati, in particolare l'areazione e la pulizia. Questi spray, infatti, contengono sostanze che uccidono gli acari, ma hanno una efficacia di breve durata. Inoltre, gli acari morti e le particelle allergizzanti prodotte non vengono rimossi e continuano ad alimentare l'allergia. Possono tutt'al più rappresentare un ausilio supplementare in casi del tutto particolari, laddove non si riescano ad attuare in modo corretto le indicazioni che si sono rivelate più utili (ad esempio, quando si vive in una casa in affitto dove non è possibile togliere la moquette).

  • Nella lotta agli acari, il deumidificatore non serve: abbassa il grado di umidità ma non riduce la concentrazione degli acari né delle particelle allergizzanti. Con questo apparecchio non si ottiene nulla di più di quanto si ottenga semplicemente arieggiando la casa. Solo nel caso di abitazioni in cui un elevato tasso di umidità favorisce la formazione di muffe, si può ritenere che quest'apparecchio apporti qualche beneficio, ma non ve ne sono prove concrete.

  • Le fodere antiallergiche
    Il letto è il maggior serbatoio di acari ed è il posto dove la persona allergica è a diretto contatto con gli allergeni per molte ore di seguito. Da qui l'idea di rivestire il materasso e i cuscini per isolare gli acari.
    In commercio esistono vari sistemi di fodere (coprimaterasso, copricuscino, copripiumino) in materiali diversi, aventi lo scopo di evitare la dispersione nell'ambiente delle particelle allergizzanti prodotte dagli acari, impedire l'insediamento di altri acari e assicurare nel contempo una adeguata dispersione del calore corporeo. I risultati che si raggiungono con queste fodere sono però meno brillanti di quanto prospettato dai produttori. Quello che si riesce ad ottenere non è mai un isolamento completo, ma tutt'al più una minore esposizione agli allergeni. Questo, soprattutto nelle condizioni più gravi, può ugualmente rappresentare un vantaggio, a patto però di non trascurare tutti gli altri provvedimenti già ricordati. Queste fodere sono generalmente abbastanza costose, per cui prima di procedere al loro acquisto conviene informarsi attentamente su quanto offre il mercato e sulle caratteristiche specifiche.
    I teli (tipo traverse) sono da evitare in quanto non rivestono interamente il materasso e lasciano passare gli acari. La possibilità di lavaggio a 60° è un requisito irrinunciabile: anche questi presidi vanno lavati regolarmente e se non si raggiunge questa temperatura gli acari che vi si annidano non vengono distrutti. A parità di condizioni di manutenzione, devono essere verificati sia il comfort (alcune fodere sono più rigide di altre) che la praticità (alcune hanno le cerniere, altre sono a forma di sacco da infilare). Le cerniere semplificano le operazioni di rimozione delle fodere ma rappresentano un possibile varco per gli acari e andrebbero a loro volta sigillate con strisce di materiale adesivo e impermeabile.
    Se in una cameretta ci sono più letti non basta mettere le fodere anti-acaro nel letto del soggetto allergico, occorre adottare la stessa protezione in tutti i letti per contenere al massimo la dispersione degli allergeni nell'ambiente. Da ricordare inoltre che, prima di rimuovere la fodera per lavarla, è consigliabile passarvi l'aspirapolvere per non trasferire al materasso, mentre la si sfila, tutti gli acari che vi si sono accumulati sopra.
    L'utilizzo di fogli di cellophane per avvolgere gli effetti letterecci è una soluzione molto economica ma presenta lo svantaggio di essere poco confortevole: il cellophane "scricchiola" ad ogni movimento e non consente una adeguata dispersione del calore corporeo con conseguente ristagno di umidità.

Come evitare i pollini e le muffe
Se la guerra agli acari è difficile, quella contro i pollini è persa in partenza. Tutto quello che si può fare è mettere in pratica alcune precauzioni elementari, più che altro misure di semplice buon senso, per ridurre al minimo l'esposizione a questi allergeni dispersi nell'aria che respiriamo. E' buona norma:

  • Ridurre la permanenza all'aperto (campeggi, pic-nic) nella stagione pollinica, soprattutto nelle giornate secche e ventose o quando l'erba è stata tagliata di recente. Limitare le escursioni all'aperto dopo forti temporali: queste particolari condizioni meteorologiche provocano la rottura dei granuli di polline liberando una moltitudine di minuscole particelle in grado di penetrare profondamente nelle vie aeree e scatenare attacchi di asma.

  • Chiudere le finestre verso sera quando la concentrazione dei pollini nell'aria è massima.

  • In auto, anche se si viaggia con i finestrini chiusi, il polline entra dal sistema di ventilazione. I filtri che trattengono il polline risultano vantaggiosi solo se si trascorre in auto molto tempo (ad esempio per lavoro), altrimenti non servono, visto che quando si esce dall'auto ci si "immerge" nuovamente nei pollini. L'impianto di climatizzazione può essere di aiuto, ma non vale la pena installarlo appositamente se l'auto ne è sprovvista.

  • Nel programmare le ferie conviene conoscere il calendario pollinico della meta delle vacanze. In genere nelle zone marine la densità del polline è inferiore.

  • Non sottovalutare la comparsa di prurito e gonfiore alle labbra e alla bocca dopo ingestione di frutti particolari: possono infatti contenere sostanze simili a quelle del polline. Si parla in questo caso di allergie crociate. Così, chi è allergico alla betulla potrebbe esserlo anche nei confronti della mela, della pesca e della ciliegia, chi è allergico all'ambrosia potrebbe manifestare sintomi mangiando meloni e banane. Lo stesso miele potrebbe contenere sostanze simili al polline.

  • Se in casa si formano delle muffe, cercare di risolvere i problemi di umidità, soprattutto ventilando gli ambienti dove si produce molta umidità (bagno, cucina, lavanderia).

  • Pulire eventuali impianti di condizionamento d'aria, sostituendo frequentemente i filtri.

  • Verificare la presenza di alimenti ammuffiti in frigorifero, in dispensa o in cantina, scartandoli immediatamente.

  • Aerare bene e a lungo gli ambienti chiusi da tempo (es. seconde case) prima di soggiornarvi.

  • Evitare il contatto con mucchi di foglie, cataste di legna, vegetazione marcescente.

comportarsi in caso di allergia agli animali?
In caso di allergia ad un animale domestico, l'allontanamento dell'animale risolve in gran parte il problema: potranno verificarsi crisi allergiche ancora per qualche tempo (1-3 mesi), poi vi sarà un netto miglioramento dei sintomi. Facile a dirsi, ma difficile da mettere in pratica. Chi è affezionato ad un animale sa molto bene, infatti, quanto sia difficile prendere questa decisione. Quando l'animale fa ormai parte del contesto familiare è troppo doloroso allontanarlo, perciò può considerarsi un compromesso accettabile:

  • tenere la cuccia o la lettiera fuori casa, dove l'animale deve stare il più a lungo possibile;

  • se l'animale entra in casa, o se sta in casa, limitare il suo territorio agli ambienti che si puliscono più spesso e più facilmente (es. cucina e bagno) e, soprattutto, non farlo mai entrare in camera da letto;

  • lavarlo spesso e spazzolarlo (all'aperto) a giorni alterni e pulirlo regolarmente con un panno umido per asportare i peli (questa operazione, ovviamente, non deve essere eseguita dalla persona allergica);

anche le pulizie domestiche richiederanno un maggiore impegno. E' più importante pulire l'ambiente che l'animale.