L'allergia respiratoria nei bambini piccoli

Se non soffri di allergie ma noti che il tuo bambino non riesce a guarire rapidamente dal raffreddore o dall’influenza, se ha spesso il naso colante, gli occhi che lacrimano e una costante irritabilità, sarebbe bene che tu lo tenessi sotto controllo per registrare la frequenza e le modalità con le quali si manifestano questi sintomi, perché potrebbe trattarsi di allergia.

Se invece sai già di essere tu stessa allergica al polline di un vegetale, dovrai tenere sotto controllo il tuo bambino e affidarti fin da subito a un esperto che sappia diagnosticare l’allergia e prescrivere prodotti e strumenti adeguati per alleviare i sintomi con cui il bambino dovrà convivere ad ogni stagione.

Quanto sono frequenti le allergie respiratorie?

 

Le manifestazioni allergiche hanno oggi alta frequenza. Se pensiamo che 50 anni fa in Italia 1 solo paziente su 100 era allergico e ci riferiamo al dato odierno, secondo cui in Italia circa il 20% dei pazienti risulta allergico, capiamo quanto sia aumentata e continui ad aumentare la prevalenza delle malattie allergiche respiratorie.​

A che cosa è dovuto questo aumento massiccio?

 

Tra le prime cause c’è la maggiore esposizione a sostanze nocive e fattori inquinanti. L’inquinamento può alterare le mucose delle vie respiratorie, rendendole per così dire più disponibili ad accettare le sostanze estranee e quindi a sviluppare un’allergia. Un’altra causa sta poi nel minor contatto con alcuni agenti infettivi, quali ad esempio i microrganismi responsabili di gravi malattie come la tubercolosi. Due fattori che spiegano come quest’aumento riguardi soprattutto i Paesi industrializzati.​

Esiste un’età tipica per la comparsa di un’allergia respiratoria?

 

Le allergie possono comparire a qualsiasi età. L’asma bronchiale e la rinite allergica interessano prevalentemente infanzia e adolescenza, le due fasce di età generalmente più colpite.​

Quali sono gli allergeni maggiormente implicati?

 

Gli allergeni maggiormente implicati sono acari della polvere, pollini e muffe.

Manifestazioni come il raffreddore allergico o la congiuntivite allergica riguardano solo la stagione primaverile?

 

Raffreddore allergico e congiuntivite possono manifestarsi in primavera perché scatenate da pollini tipicamente primaverili, come il polline delle graminacee e quello dell’ulivo. In realtà, esistono anche pollini invernali - come il cipresso - e pollini presenti invece tutto l’anno, come quello della parietaria. Pollini a parte, esistono poi allergeni che possono dar luogo a manifestazioni allergiche in qualsiasi momento dell’anno, come gli acari della polvere o le muffe: nei soggetti allergici si può scatenare una reazione ogni volta che c’è l’esposizione a queste sostanze.​

Quali sono i sintomi di un’allergia respiratoria?

 

Innanzitutto starnutazioni frequenti (specialmente mattutine), secrezione nasale abbondante e trasparente e naso chiuso (cioè congestione nasale e prurito a livello delle mucose nasali o del palato); poi lacrimazione, arrossamento e prurito oculare. Per quanto riguarda le altre vie respiratorie - e qui mi riferisco all’asma bronchiale - i sintomi possono essere tosse, senso di oppressione toracica, presenza di fischi e sibili.​

Come si può diagnosticare un’allergia respiratoria?

 

È importante fare un’approfondita anamnesi, cioè una storia clinica del paziente, ed effettuare i test allergologici. Per le allergie respiratorie conosciamo i Test cutanei e il Rast test. I Test cutanei si eseguono ponendo gocce di estratti contenenti vari allergeni sulle braccia del paziente che sospettiamo essere allergico. Le gocce vengono punte con delle lancette metalliche per vedere se nella zona compaiono delle reazioni. In caso affermativo, possiamo ritenere il paziente sensibilizzato o allergico alle sostanze usate. A questi si può associare il Rast test: con un semplice prelievo si vede se, nell’organismo del paziente, sono presenti degli anticorpi specifici, ricollegabili alle sostanze che hanno determinato la manifestazione allergica. Esistono infine test più sofisticati, come il Test di provocazione nasale specifico, con il quale si mettono estratti di pollini o di acari della polvere a diretto contatto con la mucosa del paziente. Se il soggetto è allergico, si svilupperanno sintomi come starnutazioni, prurito nasale, congestione nasale, colanaso.​

Le manifestazioni allergiche possono mettere a rischio la vita del paziente?

 

Facciamo una premessa. Esistono vari tipi di allergie, alcune delle quali potenzialmente rischiose: pensiamo alle allergie ai farmaci, a quelle alimentari, alle allergie al veleno degli Imenotteri o al lattice. Fra le allergie respiratorie, solo l’asma bronchiale allergico grave, se gestito male, potrebbe avere esito letale.​

Esistono forme di prevenzione?

 

La prevenzione è fondamentale e si fonda soprattutto sull’evitare l’esposizione ed il contatto con le sostanze cui il soggetto è risultato allergico, per quanto possibile.

Che tipo di terapia si può mettere in atto?

 

La terapia si basa essenzialmente su farmaci sintomatici e vaccino. Fra i primi, che agiscono sui sintomi del paziente, ricordiamo innanzitutto gli antistaminici che hanno un ruolo di fondamentale efficacia. Mi riferisco agli antistaminici di ultima generazione, che hanno minori effetti collaterali. Per la rinite allergica, oltre agli antistaminici, possono essere utilizzati i corticosteroidi topici nasali, utili per la congestione nasale; per la congiuntivite allergica, poi, sono efficaci gli antistaminici presenti nei colliri. Ai farmaci si può associare il vaccino, cioè la cosiddetta terapia iposensibilizzante: al paziente vengono somministrati gli stessi estratti delle sostanze cui è risultato allergico, in modo da creare una tolleranza del suo sistema immunologico nei confronti di quelle stesse sostanze. I vaccini dunque sono terapie eziologiche, perché non solo tendono a ridurre o annullare i sintomi, ma agiscono proprio sulla componente che ha causato l’allergia. Sono efficaci e ben tollerati. La terapia è importantissima per migliorare la qualità di vita del paziente. Basti pensare che ci sono atleti allergici vincitori di Olimpiadi.


L'allergia respiratoria nei bambini piccoli

Se non soffri di allergie ma noti che il tuo bambino non riesce a guarire rapidamente dal raffreddore o dall’influenza, se ha spesso il naso colante, gli occhi che lacrimano e una costante irritabilità, sarebbe bene che tu lo tenessi sotto controllo per registrare la frequenza e le modalità con le quali si manifestano questi sintomi, perché potrebbe trattarsi di allergia.

Se invece sai già di essere tu stessa allergica al polline di un vegetale, dovrai tenere sotto controllo il tuo bambino e affidarti fin da subito a un esperto che sappia diagnosticare l’allergia e prescrivere prodotti e strumenti adeguati per alleviare i sintomi con cui il bambino dovrà convivere ad ogni stagione.

Quanto sono frequenti le allergie respiratorie?

 

Le manifestazioni allergiche hanno oggi alta frequenza. Se pensiamo che 50 anni fa in Italia 1 solo paziente su 100 era allergico e ci riferiamo al dato odierno, secondo cui in Italia circa il 20% dei pazienti risulta allergico, capiamo quanto sia aumentata e continui ad aumentare la prevalenza delle malattie allergiche respiratorie.​

A che cosa è dovuto questo aumento massiccio?

 

Tra le prime cause c’è la maggiore esposizione a sostanze nocive e fattori inquinanti. L’inquinamento può alterare le mucose delle vie respiratorie, rendendole per così dire più disponibili ad accettare le sostanze estranee e quindi a sviluppare un’allergia. Un’altra causa sta poi nel minor contatto con alcuni agenti infettivi, quali ad esempio i microrganismi responsabili di gravi malattie come la tubercolosi. Due fattori che spiegano come quest’aumento riguardi soprattutto i Paesi industrializzati.​

Esiste un’età tipica per la comparsa di un’allergia respiratoria?

 

Le allergie possono comparire a qualsiasi età. L’asma bronchiale e la rinite allergica interessano prevalentemente infanzia e adolescenza, le due fasce di età generalmente più colpite.​

Quali sono gli allergeni maggiormente implicati?

 

Gli allergeni maggiormente implicati sono acari della polvere, pollini e muffe.

Manifestazioni come il raffreddore allergico o la congiuntivite allergica riguardano solo la stagione primaverile?

 

Raffreddore allergico e congiuntivite possono manifestarsi in primavera perché scatenate da pollini tipicamente primaverili, come il polline delle graminacee e quello dell’ulivo. In realtà, esistono anche pollini invernali - come il cipresso - e pollini presenti invece tutto l’anno, come quello della parietaria. Pollini a parte, esistono poi allergeni che possono dar luogo a manifestazioni allergiche in qualsiasi momento dell’anno, come gli acari della polvere o le muffe: nei soggetti allergici si può scatenare una reazione ogni volta che c’è l’esposizione a queste sostanze.​

Quali sono i sintomi di un’allergia respiratoria?

 

Innanzitutto starnutazioni frequenti (specialmente mattutine), secrezione nasale abbondante e trasparente e naso chiuso (cioè congestione nasale e prurito a livello delle mucose nasali o del palato); poi lacrimazione, arrossamento e prurito oculare. Per quanto riguarda le altre vie respiratorie - e qui mi riferisco all’asma bronchiale - i sintomi possono essere tosse, senso di oppressione toracica, presenza di fischi e sibili.​

Come si può diagnosticare un’allergia respiratoria?

 

È importante fare un’approfondita anamnesi, cioè una storia clinica del paziente, ed effettuare i test allergologici. Per le allergie respiratorie conosciamo i Test cutanei e il Rast test. I Test cutanei si eseguono ponendo gocce di estratti contenenti vari allergeni sulle braccia del paziente che sospettiamo essere allergico. Le gocce vengono punte con delle lancette metalliche per vedere se nella zona compaiono delle reazioni. In caso affermativo, possiamo ritenere il paziente sensibilizzato o allergico alle sostanze usate. A questi si può associare il Rast test: con un semplice prelievo si vede se, nell’organismo del paziente, sono presenti degli anticorpi specifici, ricollegabili alle sostanze che hanno determinato la manifestazione allergica. Esistono infine test più sofisticati, come il Test di provocazione nasale specifico, con il quale si mettono estratti di pollini o di acari della polvere a diretto contatto con la mucosa del paziente. Se il soggetto è allergico, si svilupperanno sintomi come starnutazioni, prurito nasale, congestione nasale, colanaso.​

Le manifestazioni allergiche possono mettere a rischio la vita del paziente?

 

Facciamo una premessa. Esistono vari tipi di allergie, alcune delle quali potenzialmente rischiose: pensiamo alle allergie ai farmaci, a quelle alimentari, alle allergie al veleno degli Imenotteri o al lattice. Fra le allergie respiratorie, solo l’asma bronchiale allergico grave, se gestito male, potrebbe avere esito letale.​

Esistono forme di prevenzione?

 

La prevenzione è fondamentale e si fonda soprattutto sull’evitare l’esposizione ed il contatto con le sostanze cui il soggetto è risultato allergico, per quanto possibile.

Che tipo di terapia si può mettere in atto?

 

La terapia si basa essenzialmente su farmaci sintomatici e vaccino. Fra i primi, che agiscono sui sintomi del paziente, ricordiamo innanzitutto gli antistaminici che hanno un ruolo di fondamentale efficacia. Mi riferisco agli antistaminici di ultima generazione, che hanno minori effetti collaterali. Per la rinite allergica, oltre agli antistaminici, possono essere utilizzati i corticosteroidi topici nasali, utili per la congestione nasale; per la congiuntivite allergica, poi, sono efficaci gli antistaminici presenti nei colliri. Ai farmaci si può associare il vaccino, cioè la cosiddetta terapia iposensibilizzante: al paziente vengono somministrati gli stessi estratti delle sostanze cui è risultato allergico, in modo da creare una tolleranza del suo sistema immunologico nei confronti di quelle stesse sostanze. I vaccini dunque sono terapie eziologiche, perché non solo tendono a ridurre o annullare i sintomi, ma agiscono proprio sulla componente che ha causato l’allergia. Sono efficaci e ben tollerati. La terapia è importantissima per migliorare la qualità di vita del paziente. Basti pensare che ci sono atleti allergici vincitori di Olimpiadi.