Differenze, sintomi e i test per individuarle

La maggior parte delle persone non presenta problemi con la varietà di cibi a disposizione. C’è una piccola percentuale che, però, può avere una reazione negativa legata all’assunzione di determinati alimenti o componenti: parliamo di allergie e intolleranze alimentari. Innanzitutto NON sono la stessa cosa.

Qual è la differenza tra allergia e intolleranza alimentare?


L’allergia
è una risposta eccessiva da parte del sistema immunitario verso agenti estranei che, percepiti come minaccia (allergeni), sono attaccati dalle difese immunitarie; il nostro organismo reagisce producendo anticorpi (immunoglobuline E - IgE) che, a contatto con l’allergene, scatenano una reazione che determina il rilascio di istamina, un mediatore dell’infiammazione che provoca la reazione allergica.


L’intolleranza
non coinvolge il sistema immunitario; si manifesta quando il corpo non riesce a digerire alcune sostanze. Se gli individui allergici devono eliminare del tutto il cibo che scatena la reazione, gli intolleranti possono assumere piccole quantità dell’alimento incriminato senza sviluppare sintomi (fanno eccezione gli individui sensibili al glutine e al solfito).

Forse non tutti sanno che:


in Italia, il 60% della popolazione è
intollerante al lattosio. 3 persone su 4 non sospetta minimamente di esserlo e continua ad assumerne sottovalutando la propria intolleranza. Scoprire di essere intollerante è importante.

Le conseguenze sono disturbi di natura diversa, spesso attribuiti ad altre cause, e vanno dai problemi intestinali e digestivi fino a insonnia, irritazioni cutanee e capogiri, anche sintomi difficilmente riconducibili ad un’intolleranza come gonfiore, pesantezza, ritenzione idrica.


Niente allarmismi:

Scoprire di essere intolleranti al lattosio non porta necessariamente grossi cambiamenti nelle abitudini, e per migliorare il tuo benessere G&life Science ha deciso di offrire, accanto a una dieta tarata sulle tue caratteristiche, un test per l’intolleranza al lattosio che permetta a tutti di attuare la strategia migliore per stare in forma, e in particolare, rendere ancora più efficace il dimagrimento.


Facciamo chiarezza:

  • il lattosio è presente in molti alimenti e non solo nel latte e nei formaggi freschi; è difficile distinguere i prodotti confezionati che contengono lattosio

  • essere intolleranti al latte è normale; il latte è sempre stato il principale alimento dei primi anni di vita, poi sostituito in parte da altri nutrienti. Nel 75% della popolazione mondiale l’intolleranza si instaura dopo 4-8 anni dalla nascita. Il motivo? Il nostro organismo perde la capacità di digerire il latte

  • il metodo più veloce, semplice e sicuro, per scoprire la propria intolleranza al lattosio e farsi consigliare la strategia più adatta da attuare, in relazione alla propria condizione fisica, basta un po’ di saliva e il test genetico sul gene lattasi

  • L’incidenza delle allergie alimentari nella popolazione è bassa. L’incidenza di allergie nella popolazione italiana è in aumento, ma coinvolge 1-2% sul totale degli adulti, è decisamente inferiore alla percezione comunemente diffusa. Il dato sale nei bambini (3-7%) ma, nella maggior parte dei casi, l’allergia viene superata nell’età scolare.


Introduzione


Allergia alimentare

Le allergie alimentari sono una reazione immunitaria che si verifica quasi immediatamente dopo aver assunto un determinato alimento. Persino una minuscola quantità dell’alimento responsabile è in grado di provocare sintomi e manifestazioni come problemi digestivi, eruzioni cutanee e gonfiore delle vie aeree. In alcune persone le allergie alimentari possono causare sintomi gravi o addirittura una reazione potenzialmente letale detta shock anafilattico.

Si stima che le allergie alimentari colpiscano una percentuale variabile dal 6 all’8 per cento dei bambini di età inferiore ai tre anni e il 4 per cento circa degli adulti. Non è stata ancora scoperta alcuna cura, però alcuni bambini guariscono spontaneamente crescendo. È facile confondere un’allergia alimentare con una reazione molto più frequente detta intolleranza alimentare. Pur essendo fastidiosa, l’intolleranza alimentare è un disturbo molto meno grave che non coinvolge il sistema immunitario.


Cause

Nelle allergie alimentari il vostro sistema immunitario scambia un determinato alimento o sostanza alimentare presente in un cibo per qualcosa di dannoso. Il sistema immunitario fa sì che le cellule rilascino speciali anticorpi detti immunoglobuline E (IgE) in grado di combattere contro l’alimento o la sostanza dannosa (cioè contro l’allergene). La volta successiva che si assumerà quell’alimento, anche in dosi minime, gli anticorpi IgE se ne accorgeranno e segnaleranno al sistema immunitario di rilasciare nel vostro sangue una sostanza chimica detta istamina e altre sostanze.

Perchè si verifichino le manifestazioni da allergia alimentare è quindi necessaria una prima assunzione in cui non compariranno sintomi, mentre dalla seconda assunzione in poi il corpo reagirà scatenando la reazione allergica.

Queste sostanze chimiche provocano una serie di segni e sintomi allergici tra cui ricordiamo:

La maggior parte delle allergie alimentari è provocata da determinate proteine contenute in:

  • Crostacei, ad esempio gamberetti, aragosta e granchio,

  • Arachidi,

  • Frutta a guscio, come le noci e le noci americane,

  • Pesce,

  • Uova.

Nei bambini, le allergie alimentari spesso sono provocate dalle proteine contenute in:

  • Uova,

  • Latte,

  • Arachidi,

  • Frutta a guscio.

Il cioccolato, a lungo ritenuto responsabile da alcuni genitori di provocare allergie alimentari nei bambini, solo in rari casi è responsabile delle allergie alimentari.


Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio per le allergie alimentari ricordiamo:

  • Precedenti famigliari. Il rischio di soffrire di allergie alimentari aumenta se l’asma, l’eczema, l’orticaria o le allergie, come ad esempio la rinite allergica, sono frequenti all’interno della vostra famiglia.

  • Precedenti personali. I bambini, crescendo, possono guarire dalle allergie alimentari che però, in alcuni casi, si ripresentano in fasi successive della vita.

  • Altre allergie. Se siete già allergici a un alimento, il rischio di diventare allergici a un altro alimento aumenta. Analogamente, se già soffrite di un altro tipo di allergia, come la rinite allergica, il rischio di soffrire di allergie alimentari è maggiore.

  • Età. Le allergie alimentari sono frequenti soprattutto tra i bambini, specie tra i neonati e i bambini piccoli. Crescendo, l’apparato digerente si sviluppa e diminuisce la capacità dell’organismo di assorbire alimenti o ingredienti che scatenano le allergie. Per fortuna i bambini guariscono spontaneamente dalle allergie al latte, alla soia, al grano e alle uova. Le allergie più gravi e quelle alla frutta a guscio e ai crostacei hanno maggiori probabilità di continuare per tutta la vita.


Allergie alimentari indotte dall’esercizio fisico

In alcune persone le reazioni allergiche a un alimento sono indotte dall’esercizio fisico. Quando l’organismo è stimolato dall’esercizio fisico, il paziente può iniziare ad avvertire prurito e vertigini. Nei casi più gravi l’esercizio fisico può provocare reazioni come l’orticaria o lo shock anafilattico. Per cercare di prevenire questo problema è opportuno non mangiare nelle due ore precedenti lo sforzo ed evitare determinati alimenti.


Allergie crociate

In molte persone affette dalla rinite allergica, la frutta e la verdura fresche, ma anche alcuni tipi di frutta a guscio e alcune spezie, sono in grado di provocare una reazione allergica, con i tipici sintomi del prurito e del formicolio alla bocca. In alcuni pazienti, una sindrome allergica di questo tipo, anche definita sindrome orale allergica, può causare gonfiore alla gola e persino lo shock anafilattico. La sindrome orale allergica è un esempio di reattività crociata. Le proteine presenti nella frutta e nella verdura provocano la reazione perché sono simili a quelle che causano l’allergia e si trovano in certi pollini. Ad esempio, se siete allergici all’artemisia, è probabile che si manifesti una reazione allergica anche al melone; se siete allergici al polline di betulla, potreste anche essere allergici alle mele. Consumare la frutta e la verdura cotte può aiutarvi a evitare le reazioni allergiche. La maggior parte della frutta e della verdura cotta di solito non provoca i sintomi delle allergie crociate.

Allergie crociate frequenti tra pollini e frutta e verdura: Se siete allergici al polline di betulla potreste esserlo anche a:

  • Mele

  • Carote

  • Sedano

  • Nocciole

  • Pesche

  • Pere

  • Patate crude

Se siete allergici al polline di ambrosia potreste esserlo anche a:

  • Banane

  • Meloni(cantalupo)

  • Anguria

  • Pomodori

Se siete allergici all’erba potreste esserlo anche a:

  • Kiwi

  • Pomodori

Se siete allergici al polline di artemisia potreste esserlo anche a:

  • Mele

  • Carote

  • Sedano

  • Kiwi

  • Arachidi

  • Spezie (cumino, prezzemolo, coriandolo, anice, finocchio).


Sintomi

In alcune persone la reazione allergica a un determinato alimento potrebbe essere fastidiosa, ma non grave. In altre, invece, potrebbe essere terrificante e potenzialmente letale. I sintomi delle allergie alimentari di solito compaiono nel giro di poco tempo, cioè da alcuni minuti a un’ora, dopo aver assunto l’alimento che li provoca.

Tra i sintomi più comuni delle allergie alimentari ricordiamo:

  • Formicolio o bruciore alla bocca,

  • Eruzioni cutanee (orticaria), prurito o eczema,

  • Gonfiore delle labbra, del volto, della lingua e della gola, o di altre parti del corpo,

  • Dispnea, congestione nasale o problemi respiratori,

  • Mal di pancia, diarrea, nausea o vomito,

  • Vertigini, capogiro o svenimento.


Shock anafilattico

In alcune persone le allergie alimentari sono in grado di scatenare una reazione allergica molto grave, detta shock anafilattico, che può provocare sintomi potenzialmente letali, tra i quali ricordiamo:

  • Costrizione e restringimento delle vie respiratorie,

  • Gonfiore alla gola che provoca difficoltà a respirare,

  • Shock, e diminuzione considerevole e improvvisa della pressione sanguigna (ipotensione),

  • Aumento della frequenza cardiaca,

  • Vertigini, capogiro o perdita di conoscenza.

L’intervento medico tempestivo è fondamentale nel caso di shock anafilattico. Se non viene curato, lo shock anafilattico può causare il coma o la morte.


Quando chiamare il medico

Andate dal medico o dall’allergologo se i sintomi di un’allergia alimentare si presentano subito dopo i pasti. Andate dal medico, se possibile, durante la reazione allergica: così facendo aiuterete il medico a diagnosticare il vostro problema. Andate immediatamente al pronto soccorso se si verificano i segni e sintomi dello shock anafilattico, come ad esempio:

  • Costrizione delle vie respiratorie che rende difficile la respirazione,

  • Shock e ipotensione improvvisa,

  • Aumento della frequenza cardiaca,

  • Vertigini o capogiro.


Pericoli

Tra le complicazioni delle allergie alimentari possiamo avere:

  • Shock anafilattico, una reazione allergica potenzialmente fatale.

  • Dermatite atopica (eczema). Un terzo circa delle persone affette da dermatite atopica soffre anche di allergia alimentare.

  • Emicrania. È stato dimostrato che l’istamina, rilasciata dal sistema immunitario durante le reazioni allergiche, è in grado di provocare l’emicrania in alcune persone.

Alcune persone ritengono che le allergie alimentari siano da collegare all’iperattività dei bambini e all’artrite, ma non c’è alcuna prova a sostegno di questa teoria. Diagnosi Prepararsi alla visita Il tempo dedicato alla visita può essere breve e spesso gli argomenti da trattare sono tanti, quindi vi consigliamo di prepararvi in anticipo. Ecco alcune informazioni che vi aiuteranno a prepararvi alla visita, e alcune indicazioni su che cosa farà il medico.

  1. Elencate tutti i sintomi di cui avete sofferto, compresi quelli che potrebbero non sembrare collegati al motivo della visita.

  2. Scrivete tutte le informazioni personali più importanti, compresi i motivi di grave stress o i cambiamenti recenti della vostra vita.

  3. Elencate tutti i farmaci che state assumendo, compresi gli integratori o le vitamine.

  4. Fatevi accompagnare da un famigliare o da un amico, se possibile. In molti casi è difficile ricordare tutto ciò che vi sarà detto durante la visita. Chi vi accompagna potrà ricordare qualcosa che non avete sentito o di cui vi siete dimenticati.

  5. Fate un elenco di domande da rivolgere al medico.

Le visite di solito sono brevi, quindi preparare in anticipo un elenco di domande vi aiuterà a sfruttare al meglio il tempo trascorso con il medico. Elencate le domande in ordine di importanza decrescente, in caso il tempo non sia sufficiente. Tra le domande fondamentali da rivolgere al medico vi ricordiamo:

  • Il mio disturbo è causato da un’allergia alimentare o da una reazione di altro genere?

  • Oltre alla causa più probabile, quali sono le altre cause possibili per i miei sintomi o per il mio disturbo?

  • Che tipo di esami devo fare?

  • Il mio disturbo è temporaneo o diventerà cronico?

  • Che cosa mi consiglia di fare per guarire?

  • Quali sono le alternative all’approccio principale che mi suggerisce?

  • Ho questi altri problemi di salute. Come posso gestirli insieme all’allergia?

  • Devo attenermi a restrizioni o regole particolari?

  • Devo farmi visitare da uno specialista? Quanto mi costerà? La visita è mutuabile?

  • Esiste un’alternativa generica al farmaco che mi ha prescritto?

  • Ha dei depliant o altro materiale che posso consultare con più calma? Quali siti mi consiglia di visitare?

Se è vostro figlio a dover andare dal pediatra per un’allergia alimentare, vi consigliamo di chiedere:

  • Crescendo, mio figlio guarirà dall’allergia?

  • Esistono delle alternative all’alimento o agli alimenti che scatenano i sintomi allergici?

  • Come posso proteggere mio figlio dall’allergia quando è a scuola?

Oltre alle domande che vi siete preparati, non esitate a rivolgerne delle altre durante la visita quando qualcosa non vi è chiaro.


Che cosa farà il medico

Probabilmente il medico vi rivolgerà molte domande. Rispondere potrà occupare il tempo che avevate pensato di dedicare a punti per voi più importanti. Il medico vi potrà chiedere:

  • Quando ha iniziato ad avvertire i sintomi?

  • Quanto tempo dopo aver mangiato l’alimento a cui pensa di essere allergico sono comparsi i sintomi?

  • Ha assunto farmaci antiallergici da banco, ad esempio gli antistaminici? Se sì, sono stati efficaci?

  • La reazione sembra sempre scatenata dallo stesso alimento?

  • Quale quantità di quell’alimento ha assunto prima che comparisse la reazione?

  • L’alimento che ha causato la reazione era crudo o cotto?

  • I suoi sintomi sono lievi o sopportabili?

  • C’è qualcosa che sembra in grado di alleviare i sintomi?

  • C’è qualcosa che sembra aggravare i sintomi?


Differenze, sintomi e i test per individuarle

La maggior parte delle persone non presenta problemi con la varietà di cibi a disposizione. C’è una piccola percentuale che, però, può avere una reazione negativa legata all’assunzione di determinati alimenti o componenti: parliamo di allergie e intolleranze alimentari. Innanzitutto NON sono la stessa cosa.

Qual è la differenza tra allergia e intolleranza alimentare?


L’allergia
è una risposta eccessiva da parte del sistema immunitario verso agenti estranei che, percepiti come minaccia (allergeni), sono attaccati dalle difese immunitarie; il nostro organismo reagisce producendo anticorpi (immunoglobuline E - IgE) che, a contatto con l’allergene, scatenano una reazione che determina il rilascio di istamina, un mediatore dell’infiammazione che provoca la reazione allergica.


L’intolleranza
non coinvolge il sistema immunitario; si manifesta quando il corpo non riesce a digerire alcune sostanze. Se gli individui allergici devono eliminare del tutto il cibo che scatena la reazione, gli intolleranti possono assumere piccole quantità dell’alimento incriminato senza sviluppare sintomi (fanno eccezione gli individui sensibili al glutine e al solfito).

Forse non tutti sanno che:


in Italia, il 60% della popolazione è
intollerante al lattosio. 3 persone su 4 non sospetta minimamente di esserlo e continua ad assumerne sottovalutando la propria intolleranza. Scoprire di essere intollerante è importante.

Le conseguenze sono disturbi di natura diversa, spesso attribuiti ad altre cause, e vanno dai problemi intestinali e digestivi fino a insonnia, irritazioni cutanee e capogiri, anche sintomi difficilmente riconducibili ad un’intolleranza come gonfiore, pesantezza, ritenzione idrica.


Niente allarmismi:

Scoprire di essere intolleranti al lattosio non porta necessariamente grossi cambiamenti nelle abitudini, e per migliorare il tuo benessere G&life Science ha deciso di offrire, accanto a una dieta tarata sulle tue caratteristiche, un test per l’intolleranza al lattosio che permetta a tutti di attuare la strategia migliore per stare in forma, e in particolare, rendere ancora più efficace il dimagrimento.


Facciamo chiarezza:

  • il lattosio è presente in molti alimenti e non solo nel latte e nei formaggi freschi; è difficile distinguere i prodotti confezionati che contengono lattosio

  • essere intolleranti al latte è normale; il latte è sempre stato il principale alimento dei primi anni di vita, poi sostituito in parte da altri nutrienti. Nel 75% della popolazione mondiale l’intolleranza si instaura dopo 4-8 anni dalla nascita. Il motivo? Il nostro organismo perde la capacità di digerire il latte

  • il metodo più veloce, semplice e sicuro, per scoprire la propria intolleranza al lattosio e farsi consigliare la strategia più adatta da attuare, in relazione alla propria condizione fisica, basta un po’ di saliva e il test genetico sul gene lattasi

  • L’incidenza delle allergie alimentari nella popolazione è bassa. L’incidenza di allergie nella popolazione italiana è in aumento, ma coinvolge 1-2% sul totale degli adulti, è decisamente inferiore alla percezione comunemente diffusa. Il dato sale nei bambini (3-7%) ma, nella maggior parte dei casi, l’allergia viene superata nell’età scolare.


Introduzione


Allergia alimentare

Le allergie alimentari sono una reazione immunitaria che si verifica quasi immediatamente dopo aver assunto un determinato alimento. Persino una minuscola quantità dell’alimento responsabile è in grado di provocare sintomi e manifestazioni come problemi digestivi, eruzioni cutanee e gonfiore delle vie aeree. In alcune persone le allergie alimentari possono causare sintomi gravi o addirittura una reazione potenzialmente letale detta shock anafilattico.

Si stima che le allergie alimentari colpiscano una percentuale variabile dal 6 all’8 per cento dei bambini di età inferiore ai tre anni e il 4 per cento circa degli adulti. Non è stata ancora scoperta alcuna cura, però alcuni bambini guariscono spontaneamente crescendo. È facile confondere un’allergia alimentare con una reazione molto più frequente detta intolleranza alimentare. Pur essendo fastidiosa, l’intolleranza alimentare è un disturbo molto meno grave che non coinvolge il sistema immunitario.


Cause

Nelle allergie alimentari il vostro sistema immunitario scambia un determinato alimento o sostanza alimentare presente in un cibo per qualcosa di dannoso. Il sistema immunitario fa sì che le cellule rilascino speciali anticorpi detti immunoglobuline E (IgE) in grado di combattere contro l’alimento o la sostanza dannosa (cioè contro l’allergene). La volta successiva che si assumerà quell’alimento, anche in dosi minime, gli anticorpi IgE se ne accorgeranno e segnaleranno al sistema immunitario di rilasciare nel vostro sangue una sostanza chimica detta istamina e altre sostanze.

Perchè si verifichino le manifestazioni da allergia alimentare è quindi necessaria una prima assunzione in cui non compariranno sintomi, mentre dalla seconda assunzione in poi il corpo reagirà scatenando la reazione allergica.

Queste sostanze chimiche provocano una serie di segni e sintomi allergici tra cui ricordiamo:

La maggior parte delle allergie alimentari è provocata da determinate proteine contenute in:

  • Crostacei, ad esempio gamberetti, aragosta e granchio,

  • Arachidi,

  • Frutta a guscio, come le noci e le noci americane,

  • Pesce,

  • Uova.

Nei bambini, le allergie alimentari spesso sono provocate dalle proteine contenute in:

  • Uova,

  • Latte,

  • Arachidi,

  • Frutta a guscio.

Il cioccolato, a lungo ritenuto responsabile da alcuni genitori di provocare allergie alimentari nei bambini, solo in rari casi è responsabile delle allergie alimentari.


Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio per le allergie alimentari ricordiamo:

  • Precedenti famigliari. Il rischio di soffrire di allergie alimentari aumenta se l’asma, l’eczema, l’orticaria o le allergie, come ad esempio la rinite allergica, sono frequenti all’interno della vostra famiglia.

  • Precedenti personali. I bambini, crescendo, possono guarire dalle allergie alimentari che però, in alcuni casi, si ripresentano in fasi successive della vita.

  • Altre allergie. Se siete già allergici a un alimento, il rischio di diventare allergici a un altro alimento aumenta. Analogamente, se già soffrite di un altro tipo di allergia, come la rinite allergica, il rischio di soffrire di allergie alimentari è maggiore.

  • Età. Le allergie alimentari sono frequenti soprattutto tra i bambini, specie tra i neonati e i bambini piccoli. Crescendo, l’apparato digerente si sviluppa e diminuisce la capacità dell’organismo di assorbire alimenti o ingredienti che scatenano le allergie. Per fortuna i bambini guariscono spontaneamente dalle allergie al latte, alla soia, al grano e alle uova. Le allergie più gravi e quelle alla frutta a guscio e ai crostacei hanno maggiori probabilità di continuare per tutta la vita.


Allergie alimentari indotte dall’esercizio fisico

In alcune persone le reazioni allergiche a un alimento sono indotte dall’esercizio fisico. Quando l’organismo è stimolato dall’esercizio fisico, il paziente può iniziare ad avvertire prurito e vertigini. Nei casi più gravi l’esercizio fisico può provocare reazioni come l’orticaria o lo shock anafilattico. Per cercare di prevenire questo problema è opportuno non mangiare nelle due ore precedenti lo sforzo ed evitare determinati alimenti.


Allergie crociate

In molte persone affette dalla rinite allergica, la frutta e la verdura fresche, ma anche alcuni tipi di frutta a guscio e alcune spezie, sono in grado di provocare una reazione allergica, con i tipici sintomi del prurito e del formicolio alla bocca. In alcuni pazienti, una sindrome allergica di questo tipo, anche definita sindrome orale allergica, può causare gonfiore alla gola e persino lo shock anafilattico. La sindrome orale allergica è un esempio di reattività crociata. Le proteine presenti nella frutta e nella verdura provocano la reazione perché sono simili a quelle che causano l’allergia e si trovano in certi pollini. Ad esempio, se siete allergici all’artemisia, è probabile che si manifesti una reazione allergica anche al melone; se siete allergici al polline di betulla, potreste anche essere allergici alle mele. Consumare la frutta e la verdura cotte può aiutarvi a evitare le reazioni allergiche. La maggior parte della frutta e della verdura cotta di solito non provoca i sintomi delle allergie crociate.

Allergie crociate frequenti tra pollini e frutta e verdura: Se siete allergici al polline di betulla potreste esserlo anche a:

  • Mele

  • Carote

  • Sedano

  • Nocciole

  • Pesche

  • Pere

  • Patate crude

Se siete allergici al polline di ambrosia potreste esserlo anche a:

  • Banane

  • Meloni(cantalupo)

  • Anguria

  • Pomodori

Se siete allergici all’erba potreste esserlo anche a:

  • Kiwi

  • Pomodori

Se siete allergici al polline di artemisia potreste esserlo anche a:

  • Mele

  • Carote

  • Sedano

  • Kiwi

  • Arachidi

  • Spezie (cumino, prezzemolo, coriandolo, anice, finocchio).


Sintomi

In alcune persone la reazione allergica a un determinato alimento potrebbe essere fastidiosa, ma non grave. In altre, invece, potrebbe essere terrificante e potenzialmente letale. I sintomi delle allergie alimentari di solito compaiono nel giro di poco tempo, cioè da alcuni minuti a un’ora, dopo aver assunto l’alimento che li provoca.

Tra i sintomi più comuni delle allergie alimentari ricordiamo:

  • Formicolio o bruciore alla bocca,

  • Eruzioni cutanee (orticaria), prurito o eczema,

  • Gonfiore delle labbra, del volto, della lingua e della gola, o di altre parti del corpo,

  • Dispnea, congestione nasale o problemi respiratori,

  • Mal di pancia, diarrea, nausea o vomito,

  • Vertigini, capogiro o svenimento.


Shock anafilattico

In alcune persone le allergie alimentari sono in grado di scatenare una reazione allergica molto grave, detta shock anafilattico, che può provocare sintomi potenzialmente letali, tra i quali ricordiamo:

  • Costrizione e restringimento delle vie respiratorie,

  • Gonfiore alla gola che provoca difficoltà a respirare,

  • Shock, e diminuzione considerevole e improvvisa della pressione sanguigna (ipotensione),

  • Aumento della frequenza cardiaca,

  • Vertigini, capogiro o perdita di conoscenza.

L’intervento medico tempestivo è fondamentale nel caso di shock anafilattico. Se non viene curato, lo shock anafilattico può causare il coma o la morte.


Quando chiamare il medico

Andate dal medico o dall’allergologo se i sintomi di un’allergia alimentare si presentano subito dopo i pasti. Andate dal medico, se possibile, durante la reazione allergica: così facendo aiuterete il medico a diagnosticare il vostro problema. Andate immediatamente al pronto soccorso se si verificano i segni e sintomi dello shock anafilattico, come ad esempio:

  • Costrizione delle vie respiratorie che rende difficile la respirazione,

  • Shock e ipotensione improvvisa,

  • Aumento della frequenza cardiaca,

  • Vertigini o capogiro.


Pericoli

Tra le complicazioni delle allergie alimentari possiamo avere:

  • Shock anafilattico, una reazione allergica potenzialmente fatale.

  • Dermatite atopica (eczema). Un terzo circa delle persone affette da dermatite atopica soffre anche di allergia alimentare.

  • Emicrania. È stato dimostrato che l’istamina, rilasciata dal sistema immunitario durante le reazioni allergiche, è in grado di provocare l’emicrania in alcune persone.

Alcune persone ritengono che le allergie alimentari siano da collegare all’iperattività dei bambini e all’artrite, ma non c’è alcuna prova a sostegno di questa teoria. Diagnosi Prepararsi alla visita Il tempo dedicato alla visita può essere breve e spesso gli argomenti da trattare sono tanti, quindi vi consigliamo di prepararvi in anticipo. Ecco alcune informazioni che vi aiuteranno a prepararvi alla visita, e alcune indicazioni su che cosa farà il medico.

  1. Elencate tutti i sintomi di cui avete sofferto, compresi quelli che potrebbero non sembrare collegati al motivo della visita.

  2. Scrivete tutte le informazioni personali più importanti, compresi i motivi di grave stress o i cambiamenti recenti della vostra vita.

  3. Elencate tutti i farmaci che state assumendo, compresi gli integratori o le vitamine.

  4. Fatevi accompagnare da un famigliare o da un amico, se possibile. In molti casi è difficile ricordare tutto ciò che vi sarà detto durante la visita. Chi vi accompagna potrà ricordare qualcosa che non avete sentito o di cui vi siete dimenticati.

  5. Fate un elenco di domande da rivolgere al medico.

Le visite di solito sono brevi, quindi preparare in anticipo un elenco di domande vi aiuterà a sfruttare al meglio il tempo trascorso con il medico. Elencate le domande in ordine di importanza decrescente, in caso il tempo non sia sufficiente. Tra le domande fondamentali da rivolgere al medico vi ricordiamo:

  • Il mio disturbo è causato da un’allergia alimentare o da una reazione di altro genere?

  • Oltre alla causa più probabile, quali sono le altre cause possibili per i miei sintomi o per il mio disturbo?

  • Che tipo di esami devo fare?

  • Il mio disturbo è temporaneo o diventerà cronico?

  • Che cosa mi consiglia di fare per guarire?

  • Quali sono le alternative all’approccio principale che mi suggerisce?

  • Ho questi altri problemi di salute. Come posso gestirli insieme all’allergia?

  • Devo attenermi a restrizioni o regole particolari?

  • Devo farmi visitare da uno specialista? Quanto mi costerà? La visita è mutuabile?

  • Esiste un’alternativa generica al farmaco che mi ha prescritto?

  • Ha dei depliant o altro materiale che posso consultare con più calma? Quali siti mi consiglia di visitare?

Se è vostro figlio a dover andare dal pediatra per un’allergia alimentare, vi consigliamo di chiedere:

  • Crescendo, mio figlio guarirà dall’allergia?

  • Esistono delle alternative all’alimento o agli alimenti che scatenano i sintomi allergici?

  • Come posso proteggere mio figlio dall’allergia quando è a scuola?

Oltre alle domande che vi siete preparati, non esitate a rivolgerne delle altre durante la visita quando qualcosa non vi è chiaro.


Che cosa farà il medico

Probabilmente il medico vi rivolgerà molte domande. Rispondere potrà occupare il tempo che avevate pensato di dedicare a punti per voi più importanti. Il medico vi potrà chiedere:

  • Quando ha iniziato ad avvertire i sintomi?

  • Quanto tempo dopo aver mangiato l’alimento a cui pensa di essere allergico sono comparsi i sintomi?

  • Ha assunto farmaci antiallergici da banco, ad esempio gli antistaminici? Se sì, sono stati efficaci?

  • La reazione sembra sempre scatenata dallo stesso alimento?

  • Quale quantità di quell’alimento ha assunto prima che comparisse la reazione?

  • L’alimento che ha causato la reazione era crudo o cotto?

  • I suoi sintomi sono lievi o sopportabili?

  • C’è qualcosa che sembra in grado di alleviare i sintomi?

  • C’è qualcosa che sembra aggravare i sintomi?