Consigli pratici

Nelle patologie respiratorie allergiche, la prima fase da affrontare è quella della diagnosi. Spesso è difficile sospettare l’allergia perché i sintomi iniziali possono sembrare quelli di un normale raffreddore o influenza (naso colante e chiuso, lacrimazione, prurito, starnuti frequenti, senso di spossatezza, etc).

Se si sospetta una malattia allergica, bisogna prima di tutto consultare un esperto allergologo. Saprà correttamente intraprendere un percorso che, a partire dall’anamnesi, porterà alle corrette terapie.

Normalmente, ad una prima fase di raccolta delle informazioni e del quadro sintomi, verranno prescritte le “prove allergiche”: sono test fondamentali, non invasivi e indolore, che porteranno lo specialista ad avere un quadro reale dell’allergia (o delle allergie).

Infine, l’allergologo stilerà un programma che prevede generalmente:

  • la definizione del quadro allergico

  • la prescrizione di rimedi preventivi (ad esempio vaccini, se esistono)

  • la terapia in fase acuta

  • i rimedi per alleviare la sintomatologia

  • i controlli periodici per monitorare le evoluzioni dell’allergia

Alleviare i sintomi

Se si soffre di una manifestazione allergica occorre affidarsi a uno specialista che segua un protocollo collaudato. Per alleviare i sintomi, che sono tanti e molto fastidiosi bisogna:

  • eseguire con cura e precisione le terapie consigliate dallo specialista di fiducia, usando prodotti adeguati sia in casa che fuori casa

  • attenersi agli stessi accorgimenti che normalmente si applicano in caso di raffreddore o influenza

  • se è possibile, bisogna allontanarsi dai luoghi o da situazioni in cui si può essere a più stretto contatto con gli allergeni

Consigli speciali

L’arredamento anallergico

 

Sono molti i casi di allergie sviluppate dal contatto con le esalazioni di colle o materiali coi quali sono assemblati gli arredi domestici. Quando si sceglie un arredo (in particolar modo la culla del bambino o il letto nel quale dormirà), bisogna assicurarsi che la casa costruttrice possa garantire l’i mpiego di materiali di alta qualità e che i sistemi di assemblaggio siano a norma. Dormire e abitare in uno spazio privo di esalazioni nocive è già un buon punto di partenza per evitare di sviluppare allergie già in tenera età.

L’abbigliamento anallergico

 

Allo stesso modo, vestire se stessi e il proprio bambino con un abbigliamento composto da fibre naturali, soprattutto se a contatto con la pelle, è un accorgimento non solo salutare ma di grande prevenzione per lo sviluppo di allergie difficili e lunghe da diagnosticare. Il nostro abbigliamento, infatti, è costituito da tecniche di tessitura e coloritura che non sempre corrispondono ai criteri per la salvaguardia della salute.

Le tabelle utili alle allergie

 

Una volta diagnosticato il quadro allergico, è bene tenere sotto controllo le tabelle che evidenziano i periodi di fase acuta della propria allergia, in base alla propria residenza geografica. Questo vale per fioriture, polveri e pollini. Appena prima della fase acuta di reazione allergica, e dopo le precauzioni raccomandate dallo specialista, è bene preparare e liberare le prime vie respiratorie con soluzioni saline, attraverso il lavaggio nasale.

Tante quante le sostanze

 

Non si possono contare le allergie perché, teoricamente, queste sono tante quante sono le sostanze con le quali veniamo a contatto. Inoltre, non è detto che l’allergia a una determinata sostanza si sviluppi in tenera età.

Esistono due grandi blocchi di allergie che riguardano un numero sempre più ampio di popolazione: le ambientali e le alimentari.

Nelle allergie ambientali trovano sempre più spazio i pollini stagionali, causa di sintomi veramente fastidiosi e invalidanti, soprattutto se colpiscono bambini in tenera età.

Le più diffuse sono le allergie respiratorie.

Come arriva l’allergia respiratoria?

Gli allergeni trovano la via di contatto con l’organismo attraverso l’aria respirata che trasporta i pollini vegetali in essa presenti, a seconda della stagionalità di ogni specie.

Consigli pratici

Nelle patologie respiratorie allergiche, la prima fase da affrontare è quella della diagnosi. Spesso è difficile sospettare l’allergia perché i sintomi iniziali possono sembrare quelli di un normale raffreddore o influenza (naso colante e chiuso, lacrimazione, prurito, starnuti frequenti, senso di spossatezza, etc).

Se si sospetta una malattia allergica, bisogna prima di tutto consultare un esperto allergologo. Saprà correttamente intraprendere un percorso che, a partire dall’anamnesi, porterà alle corrette terapie.

Normalmente, ad una prima fase di raccolta delle informazioni e del quadro sintomi, verranno prescritte le “prove allergiche”: sono test fondamentali, non invasivi e indolore, che porteranno lo specialista ad avere un quadro reale dell’allergia (o delle allergie).

Infine, l’allergologo stilerà un programma che prevede generalmente:

  • la definizione del quadro allergico

  • la prescrizione di rimedi preventivi (ad esempio vaccini, se esistono)

  • la terapia in fase acuta

  • i rimedi per alleviare la sintomatologia

  • i controlli periodici per monitorare le evoluzioni dell’allergia

Alleviare i sintomi

Se si soffre di una manifestazione allergica occorre affidarsi a uno specialista che segua un protocollo collaudato. Per alleviare i sintomi, che sono tanti e molto fastidiosi bisogna:

  • eseguire con cura e precisione le terapie consigliate dallo specialista di fiducia, usando prodotti adeguati sia in casa che fuori casa

  • attenersi agli stessi accorgimenti che normalmente si applicano in caso di raffreddore o influenza

  • se è possibile, bisogna allontanarsi dai luoghi o da situazioni in cui si può essere a più stretto contatto con gli allergeni

Consigli speciali

L’arredamento anallergico

 

Sono molti i casi di allergie sviluppate dal contatto con le esalazioni di colle o materiali coi quali sono assemblati gli arredi domestici. Quando si sceglie un arredo (in particolar modo la culla del bambino o il letto nel quale dormirà), bisogna assicurarsi che la casa costruttrice possa garantire l’i mpiego di materiali di alta qualità e che i sistemi di assemblaggio siano a norma. Dormire e abitare in uno spazio privo di esalazioni nocive è già un buon punto di partenza per evitare di sviluppare allergie già in tenera età.

L’abbigliamento anallergico

 

Allo stesso modo, vestire se stessi e il proprio bambino con un abbigliamento composto da fibre naturali, soprattutto se a contatto con la pelle, è un accorgimento non solo salutare ma di grande prevenzione per lo sviluppo di allergie difficili e lunghe da diagnosticare. Il nostro abbigliamento, infatti, è costituito da tecniche di tessitura e coloritura che non sempre corrispondono ai criteri per la salvaguardia della salute.

Le tabelle utili alle allergie

 

Una volta diagnosticato il quadro allergico, è bene tenere sotto controllo le tabelle che evidenziano i periodi di fase acuta della propria allergia, in base alla propria residenza geografica. Questo vale per fioriture, polveri e pollini. Appena prima della fase acuta di reazione allergica, e dopo le precauzioni raccomandate dallo specialista, è bene preparare e liberare le prime vie respiratorie con soluzioni saline, attraverso il lavaggio nasale.

Tante quante le sostanze

 

Non si possono contare le allergie perché, teoricamente, queste sono tante quante sono le sostanze con le quali veniamo a contatto. Inoltre, non è detto che l’allergia a una determinata sostanza si sviluppi in tenera età.

Esistono due grandi blocchi di allergie che riguardano un numero sempre più ampio di popolazione: le ambientali e le alimentari.

Nelle allergie ambientali trovano sempre più spazio i pollini stagionali, causa di sintomi veramente fastidiosi e invalidanti, soprattutto se colpiscono bambini in tenera età.

Le più diffuse sono le allergie respiratorie.

Come arriva l’allergia respiratoria?

Gli allergeni trovano la via di contatto con l’organismo attraverso l’aria respirata che trasporta i pollini vegetali in essa presenti, a seconda della stagionalità di ogni specie.