Acari

Sono i principali responsabili dell’allergia alla polvere e in molti casi anche dell’asma. Si tratta di organismi microscopici, di dimensioni comprese fra un quarto e un terzo di millimetro. Ne esistono varie specie e tutte appartengono al tipo degli Artropodi, fra i quali ci sono anche i comuni ragni. Gli acari che causano le allergie sono i cosiddetti “acari domestici” (Dermatophagoides Pteronyssinus e Dermatophagoides Farinae), così chiamati perché vivono nelle nostre case. Sono creature primitive senza apparato respiratorio né occhi, passano la loro vita cibandosi, riproducendosi ed eliminando escrementi. Una femmina può deporre fino a 100 uova e gli acari vivono fra 2 e 4 settimane. Il loro ambiente ideale ha una temperatura tra 25 e 30 gradi ed un’umidità relativa maggiore del 70%: non gradiscono, dunque, i climi freddi e secchi. Gli acari si nutrono di prodotti di desquamazione della pelle e della forfora: ogni persona perde circa 1,5 grammi di queste squame al giorno e questa quantità può sfamare un milione di acari.

Additivi degli alimenti

Sono sostanze prodotte dall’uomo, o presenti in natura, che vengono aggiunte a cibi o bevande per evitare il loro deterioramento o per migliorarne le caratteristiche di aspetto, odore o sapore. Ne fanno parte coloranti, dolcificanti, amplificatori di sapore e altre sostanze che facilitano i processi di produzione. Possono produrre in alcuni soggetti reazioni allergiche. Gli additivi più usati per gli alimenti sono: solfiti, aspartame, parabeni, tartrazine, glutammato monossido, nitrati, nitriti butilidrossianisolo, butilidrossitoluene e benzoati.

Adiuvanti

Sono molecole, materiali o sostanze che, venendo a contatto con l’organismo insieme ad un antigene immunogeno, amplificano la risposta che questo provoca.

Adrenalina

O epinefrina, è una molecola prodotta dall’organismo nel quale sviluppa numerosi effetti. Si usa anche come farmaco per trattare quadri particolarmente gravi di reazioni allergiche.

Allergene

Si definisce così una sostanza o una molecola che in alcuni soggetti allergici dà il via a una reazione allergica.

Allergia

Una condizione cronica caratterizzata da una reattività eccessiva del sistema immunitario nei confronti di sostanze aspirate con l’aria, ingerite, toccate o iniettate, che normalmente non causano nessun tipo di reazione in soggetti non allergici.

Allergie da acari

Gli escrementi e i prodotti della distruzione degli acari contengono allergeni che possono essere causa di allergia.

Allergie agli alimenti

Sempre più diffuse, vanno differenziate dalle intolleranze. I bambini che soffrono di allergia alimentare possono sviluppare anche altre allergie a pollini, acari, pelo di cane e gatto. Quelli elencati di seguito sono i principali allergeni alimentari suddivisi in base alle fasce di età nelle quali tende a comparire l’allergia nei loro confronti: Lattanti: latte e soia. Bambini: latte, uovo, arachidi, soia, frumento, frutta secca, pesce e crostacei. Adulti: pesce, crostacei, arachidi, frutta e verdura e frutta secca.

Anafilassi o reazione anafilattica

E’ una grave reazione allergica a rapida comparsa che, se non opportunamente trattata, può avere esiti fatali. I sintomi iniziali possono essere: sensazione di calore generalizzato, con o senza arrossamenti della pelle, formicolio ai palmi delle mani, alle labbra, ai piedi, in particolare, alle piante; giramenti di testa (vertigini), dolore al petto. Questi sintomi possono, poi, sfociare in crisi cardio-respiratorie, con alterazioni del ritmo del cuore, collasso e insufficienza della funzione del cuore e dei polmoni, che possono portare alla morte dell’individuo.

Angioedema o edema di Quincke, edema angioneurotico

La parola deriva da “angio”, un termine medico che indica i vasi sanguigni, e “edema” un meccanismo della reazione infiammatoria. L’angioedema consiste nella rapida formazione di rigonfiamenti nell’ambito degli strati della pelle, delle mucose e dei tessuti posti al di sotto delle mucose. Le mucose sono i rivestimenti di tubo digerente, vie aeree, genitali, ecc. I segni ed i sintomi dell’angioedema sono il rigonfiamento della pelle del volto, spesso vicino alla bocca, e/o della mucosa di bocca, labbra, lingua e laringe (tratto di passaggio fra faringe e trachea). L’angioedema può durare da qualche minuto a qualche ora. Nei casi più gravi si registra anche lo stridore, un rumore provocato dall’occlusione delle vie aree e diminuzione dei livelli di ossigeno. L’angioedema può essere causato dalle allergie alimentari.

Animali

Bambini e adulti possono soffrire di allergia a cani, gatti, cavalli o altri animali dotati di pelliccia. Gli allergeni relativi agli animali possono derivare da peli, saliva, piume ed epiteli (tessuti più superficiali di pelle e mucose). Le allergie agli animali sono molto comuni in soggetti che già soffrono di asma e di altre allergie. L’allergia agli animali non si sviluppa solo tenendo questi ultimi in casa: gli allergeni animali sono presenti in numerosi ambienti, spesso trasportati dai vestiti delle persone che hanno animali in casa. L’allergia si può manifestare con sintomi agli occhi (congiuntivite allergica, vedi), al naso (rinite allergica, vedi) e molto spesso l’allergia agli animali può causare sintomi di asma. Un contatto diretto con l’animale può, invece, causare arrossamenti della pelle.

Antibiotici

Farmaci usati per trattare infezioni batteriche. Qualsiasi antibiotico, come qualsiasi altro farmaco (vedi allergia ai farmaci), può provocare allergie in soggetti sensibili alla specifica molecola. Per alcune molecole, come la penicillina, le reazione allergiche possono essere più frequenti.

Anticorpi o immunoglobuline

Sono molecole con una parte formata da una proteina ed un’altra da zuccheri (glucidi) e per questo sono definite molecole glicoproteiche. Gli anticorpi sono prodotti da linfociti B attivati, chiamati plasmacellule, per legarsi specificatamente ad una molecola riconosciuta come antigene. ( link). Gli anticorpi sono una componente importante delle difese dell’organismo.

Antigene

È un agente o una molecola che possono essere identificati e legati dagli anticorpi (o immunoglobuline) o da recettori specifici dei quali sono dotati linfociti T e B. Si può trattare di una molecola che proviene dall’ambiente esterno all’organismo, ma anche prodotta da cellule dell’organismo stesso. Un antigene è immunogeno, nel senso che stimola una risposta del sistema immunitario.

Antistaminici

Una classe di farmaci usati per bloccare l’azione dell’istamina nell’organismo e controllare i sintomi di una reazione allergica.

Aptene

È una piccola molecola a basso peso molecolare che non è in grado da sola di indurre una risposta immunitaria, ma può essere correlata ad un’altra molecola che è in grado di farlo e che si definisce immunogena.

Arachidi

Legume che di frequente può essere causa di reazioni allergiche che possono essere particolarmente violente e prolungate. Le reazioni più comuni sono eczema, orticaria, asma e shock anafilattico, oltre che sintomi digestivi. Spesso chi è allergico alle arachidi è sensibile a uno di questi altri alimenti: noci, mandorle, nocciole, noci del Brasile, lenticchie, soia, fagioli, lupini, ceci e anacardi.

Asma allergico

L’asma allergico o estrinseco è un’infiammazione cronica delle vie respiratorie causata da un determinato allergene. È caratterizzata da difficoltà respiratorie, tosse, senso di oppressione al petto. Va distinta dall’asma intrinseco che non è causato da allergeni, ma da sostanze irritanti o da altre malattie croniche delle vie respiratorie. Gli allergeni che sono più spesso causa di asma allergico sono: peli, muffe, acari, pollini e spore (forme particolari che assumono certi microrganismi).

Aspartame

E’ un dolcificante che non contiene calorie. Può provocare reazioni allergiche sotto forma di orticaria, angioedema e mal di testa.

Aspergillus

E’ un genere di microrganismo che comprende circa 200 muffe, in particolare le specie Aspergillus fumigatus e Aspergillus clavatus sono responsabili di allergie. La prima delle due muffe è responsabile dell’ABPA, l’Aspergillosi Broncopolmonare Allergica, un tipo particolare di malattia respiratoria caratterizzata da reazione immunitaria.

Bambini

Il numero di bambini che presentano allergie è in aumento. I bambini soffrono più spesso di allergie ad alimenti, acari e pelo di animali. Su 10 milioni di italiani allergici, i bambini rappresentano il 30% del totale. In alcuni casi, le allergie dei bambini possono scomparire con il passaggio alle fasi successive della vita. L’allattamento al seno è molto importante per prevenire l’insorgenza di allergie: le proteine e gli anticorpi presenti nel latte materno possono interagire con il sistema immunitario, proteggendo i bambini dalla comparsa di allergie.

Benzoati

Sono conservanti per cibi come torte, cereali, condimenti per insalate, caramelle, margarina, oli e lievito secco. Le reazioni a questi additivi sono comunque rare.

Blatte

L’allergia agli scarafaggi o blatte è abbastanza comune. Secondo alcune fonti, la maggior parte dei ricoveri di bambini affetti da asma, negli Stati Uniti, è dovuta all’inalazione di allergeni relativi agli scarafaggi.

Butilidrossianisolo (BHA)

E’ un conservante utilizzato in alcuni alimenti, per esempio patatine fritte e gomme da masticare, e, nella cosmesi, in rossetti e creme idratanti. Può causare allergie.

Butilidrossitoluene (BHT)

Usato in associazione con il butilidrossianisolo (BHA) come conservante di alimenti. Può causare asma e orticaria.

Cascata allergica

Sequenza di meccanismi che fanno parte della reazione allergica. Parte sempre da un contatto fra allergene e anticorpo specifico e può progredire in modo molto variabile, dalla minima manifestazione a carico della pelle ai quadri più gravi.

Celiachia

Non è un’allergia alimentare, ma una malattia provocata da intolleranza al glutine.

Cereali

I cereali che più spesso sono causa di allergia sono, in generale, il grano e la segale, mentre in Giappone è molto diffusa l’allergia al riso.

Challenge test

In italiano chiamato “test di scatenamento” o “di provocazione” o ancora “di esposizione”, è un esame che conferma o esclude l’allergia a una determinata sostanza. Si somministrano dosi crescenti di un determinato allergene finché si ottiene una reazione allergica oppure il soggetto dimostra di poter tollerare quella sostanza. E’ un test molto usato nella diagnosi delle allergie alimentari e da farmaci. A causa del rischio di shock anafilattico questa prova va eseguita sotto stretto controllo medico e prendendo le opportune precauzioni.

Citochine

Molecole proteiche (proteine) che vengono prodotte da alcune cellule per modulare (stimolare o inibire) le funzioni di altre cellule. Nell’ambito del sistema immunitario, le citochine servono a coordinare le attività delle cellule che contribuiscono ai diversi tipi di risposta. Il ruolo delle citochine è molto importante ed estremamente complesso. Infatti, diverse citochine possono avere lo stesso effetto su una determinata cellula e, d’altra parte, una stessa citochina può avere effetti diversi su cellule di vario tipo

Complemento (Sistema del)

È un sistema di proteine che reagiscono in maniera correlata l’una all’altra tanto che si parla di “cascata del complemento”. Tale cascata di reazioni si avvia a partire dal legame fra una delle proteine del sistema del complemento e un batterio o un complesso antigene-anticorpo. L’attivazione del sistema del complemento fornisce vari contributi ai meccanismi di risposta nei confronti degli agenti aggressivi: favorisce la fagocitosi degli antigeni (opsonizzazione), facilita il passaggio di macrofagi e granulociti verso aree colpite da infiammazione e contribuisce alla rottura delle membrane delle cellule da distruggere.

Complesso antigene-anticorpo

Struttura che deriva dal legame fra anticorpi ed antigeni.

Complesso maggiore di istocompatibilità

Si definisce complesso maggiore di istocompatibilità (Major Hystocompatibility Complex: MHC) una serie di geni che determinano la sintesi di proteine, che si localizzano sulla membrana di molte cellule dell’organismo, fra le quali i fagociti che presentano l’antigene (APC). Esse sono determinanti per quel delicato passaggio che consiste nell’esposizione dell’antigene al riconoscimento da parte del linfocita T o B (vedi scheda dedicata). Nell’uomo l’MHC viene chiamato antigene leucocitario umano (Human Leukocyte Antigen: HLA). Esso determina la presenza, sulla membrana delle cellule, di molecole che permettono il riconoscimento delle cellule stesse come proprie dell’organismo, quindi da non attaccare o estranee all’organismo e quindi da attaccare ed eliminare. Si distinguono due classi di molecole HLA: classe I e classe II.

Congiuntivite

E’ l’infiammazione della congiuntiva, la membrana che ricopre l’interno della palpebra e l’esterno del bulbo oculare.

Congiuntivite allergica

E’ la forma più comune di reazione allergica che si manifesta agli occhi. È un’infiammazione della congiuntiva che si manifesta con sintomi come arrossamenti dei tessuti dell’occhio e della congiuntiva, aumento della lacrimazione, prurito agli occhi, rigonfiamento della palpebra e visione appannata. In presenza di questi sintomi va sempre consultato un medico e possibilmente uno specialista, perché gli stessi sintomi possono essere provocati anche da altre cause e i farmaci usati per curare la congiuntivite allergica possono gravemente peggiorare congiuntiviti da virus o da funghi.

Corticosteroide

Comunemente detto cortisone, il termine identifica una classe di farmaci usati, tra l’altro, per controllare le reazioni allergiche. Nonostante l’impiego dei corticosteroidi sia molto diffuso, il rischio di uso non corretto e di effetti collaterali anche gravi, richiede una prescrizione e un controllo attento della loro assunzione da parte del medico.

Decongestionanti

Un tipo di farmaci usati per la congestione nasale. Possono essere assunti per via orale, nebulizzatore nasale e collirio. È bene assumerli sotto controllo medico e rispettando le prescrizioni ricevute.

Dermatite atopica

E’ una malattia cronica della pelle chiamata anche eczema atopico.

Dermatite da contatto

Una reazione allergica provocata dal contatto diretto fra pelle e allergene, che consiste in una infiammazione. Questa patologia si manifesta con alta frequenza negli ambienti di lavoro, dove può riguardare fino al 40% delle persone. Si contano più di tremila allergeni che possono causarla.

Eczema

E’ una reazione della pelle caratterizzata da gonfiore e prurito e non è contagiosa. Esistono due tipi di eczema: acuto (singola manifestazione di breve durata) e cronico (manifestazione di lunga durata). Può essere causato da allergeni.

Edema della glottide

O edema laringeo acuto, è un rigonfiamento dei tessuti localizzati nell’area posta fra le corde vocali e la trachea. La glottide è la “valvola” che chiude la trachea quando il cibo viene spinto verso l’esofago. L’edema della glottide può comparire nell’ambito di una reazione allergica generalizzata, che include anche uno shock anafilattico. Si manifesta con difficoltà respiratoria che, se non trattata subito, può portare alla morte.

Epitopo

Ciascuna delle parti di un antigene alle quali le molecole del sistema immunitario si possono attaccare

Fagocita

In questa definizione rientrano cellule caratterizzate dalla capacità di fagocitare agenti o materiali potenzialmente dannosi per l’organismo. La radice greca del termine fagocita esprime il concetto del “mangiare” e questo dà un’idea di come queste cellule svolgono la loro attività: esse trasferiscono al proprio interno molecole e strutture e le distruggono. I fagociti possono svolgere anche altre funzioni, per la descrizione delle quali si rimanda alla scheda dedicata . I macrofagi sono il tipo di fagocita più diffuso nei tessuti dell’organismo e derivano da fagociti che circolano nel sangue denominati monociti. In alcuni distretti o organi i fagociti assumono denominazioni particolari come: cellule di Kupfer nel fegato e cellule della microglia nel sistema nervoso centrale.

Farmaci

Teoricamente qualsiasi farmaco può essere causa di reazione allergica, in un individuo sensibile specificatamente nei suoi confronti.

Fase ritardata

Fase della reazione allergica che porta all’attivazione dei mastociti, le cellule che producono l’istamina. E’ così chiamata perché compare a distanza di ore dall’iniziale contatto antigene-anticorpo.

Frutti di mare

Nel linguaggio comune comprendono molluschi e crostacei che, come alimenti, sono spesso causa di allergie. Fra quelli più spesso individuati all’origine di allergeni ci sono: ostriche, cozze, calamari, aragoste, gamberi di acqua dolce, scampi, gamberi e granchi.

Granulociti (neutrofili, basofili, eosinofili)

Cellule del sistema immunitario che devono il nome alla presenza al loro interno di “granuli” di varia forma e che assumono diverse colorazioni quando posti a contatto con specifici coloranti. I granulociti neutrofili ed eosinofili hanno la capacità di legare e distruggere agenti potenzialmente dannosi, come i batteri. I granulociti eosinofili e quelli definiti basofili esprimono, sulla superficie della membrana, molecole denominate recettori che legano gli anticorpi del tipo. I granulociti basofili, che si trovano nel sangue, sono simili a cellule, chiamate mastociti (in inglese mast cell), presenti nei tessuti. I granuli dei granulociti basofili contengono molecole e mediatori, come l’istamina, coinvolti sia nei meccanismi dell’infiammazione che in quelli delle reazioni allergiche.

Immunogeno

E’ una molecola, di solito proteica o glucidica (zuccheri) che stimola una risposta del sistema immunitario.

Immunoglobulina A (IgA)

Questo tipo contribuisce per il 13-19% al totale delle immunoglobuline. Le IgA sono distribuite in fluidi secreti dall’organismo come saliva, muco e lacrime.

Immunoglobulina D (IgD)

Costituisce una quota molto bassa, inferiore all’1%, di tutte le immunoglobuline e si ritrova legata a membrane cellulari, più che libera nel sangue.

Immunoglobulina E (IgE)

Spesso abbreviato in IgE, è un tipo di anticorpo che gioca un ruolo fondamentale nelle reazioni allergiche. I soggetti sensibilizzati verso un certo allergene producono grandi quantità di immunoglobuline E che interagiscono con cellule chiamate mastociti.

Immunoglobulina G (IgG)

Rappresenta il 72-80% del totale degli anticorpi e la sua produzione è meno veloce di quella delle IgM.

Immunoglobulina M (IgM)

Questo tipo di anticorpo costituisce il 6-8% del totale delle immunoglobuline. Sono le immunoglobuline di pronto intervento, perché sono le prime ad essere prodotte.

Istamina

Molecola prodotta da cellule dell’organismo, come i mastociti, che regola alcuni meccanismi della risposta immunitaria, dell’infiammazione che ne deriva e anche delle reazioni allergiche.

Immunoterapia

Vedi vaccino antiallergico.

Insetti

Determinati contatti con insetti o punture da essi ricevute possono indurre reazioni allergiche anche molto gravi.

Insulina

Ormone prodotto dall’organismo che regola i livelli di zucchero nel sangue. Molecole simili a quella prodotta dall’organismo sono usate per curare il diabete. Alcuni diabetici possono sviluppare allergie alle insuline che assumono, specie se si tratta di prodotti derivati da animali.

Intolleranze

Da non confondere con le allergie. Sono reazioni che un organismo sviluppa quando viene a contatto con una molecola che non è in grado di elaborare e metabolizzare correttamente, ma non coinvolgono necessariamente il sistema immunitario. Le allergie sono invece reazioni del sistema immunitario verso molecole provenienti dall’ambiente.

Kiwi

Il kiwi è uno dei frutti che più di frequente può provocare allergia, anche grave. Chi è allergico a questo frutto, inoltre, può essere reattivo, nel 45% dei casi, anche all’avocado, alla banana e alle castagne.

Latte

Può provocare sia una vera e propria allergia, che forme di intolleranze. Sono circa 20 le proteine del latte vaccino che possono agire come allergeni. L’allergia al latte può riguardare anche tutti i prodotti da esso derivati. Oltre che al latte vaccino, si vanno diffondendo allergie al latte di capra o di pecora.

Lattice

Materiale presente in molti oggetti, come guanti da lavoro o guanti sterili, può provocare reazioni allergiche. Quella al lattice è una delle allergie professionali più diffuse: la reazione è imputata soprattutto a proteine che derivano dalla linfa dell’albero della gomma brasiliana, utilizzata per produrre il lattice.

Linfocita

Questa definizione comprende varie serie di cellule che svolgono diverse funzioni nell’ambito dei meccanismi della risposta immunitaria, ma tutti i linfociti hanno in comune la caratteristica di rispondere a specifiche aggressioni e questo li differenzia, ad esempio, dai fagociti che non hanno obiettivi specifici nella loro azione. Quelli elencati di seguito sono i principali tipi di linfociti: linfocita Natural Killer (NK), linfocita T e linfocita B.

Linfocita B

Questi linfociti hanno la funzione principale di produrre anticorpi, che sono molecole dirette in modo specifico verso gli antigeni per inattivarli e favorirne la distruzione. Nell’organismo si trovano tre tipi di linfociti B che corrispondono a diversi stadi di sviluppo di queste cellule: i linfociti B non attivati, le plasmacellule e i linfociti B di memoria. I primi sono cellule pronte all’uso ma non ancora attivate per produrre anticorpi. Le plasmacellule sono linfociti B attivati, che producono anticorpi nei confronti di un determinato antigene, e i linfociti B di memoria servono a mantenere la memoria del contatto con un antigene, in modo da rendere più rapida la risposta nel caso di un secondo contatto con lo stesso antigene.

Linfocita Natural Killer (NK)

Il linfocita Natural Killer (termine traducibile in italiano con “assassino naturale”) è un tipo di linfocita che è in grado di riconoscere cellule infettate da virus o trasformate in cellule di tumori e di eliminarle. Per ulteriori dettagli sulle funzioni dei linfociti NK si rimanda alla scheda dedicata .

Linfocita T

I linfociti T derivano da cellule che si sviluppano nel midollo osseo, per poi passare nel timo. Qui maturano e si differenziano nei seguenti sottotipi di cellule: linfociti T citotossici o citolitici (linfociti Tc o CTLs), linfociti T helper (linfociti Th), linfociti T di memoria (linfociti Tm), linfociti T regolatori (linfociti Treg). Per ulteriori dettagli sulle caratteristiche e le funzioni dei diversi tipi di linfociti T, si rimanda alla scheda dedicata .

Linfocita T citotossico o citolitico (linfocita Tc o CTLs)

Sono linfociti in grado di distruggere cellule con le quali vengono in contatto ed in particolare quelle infettate da virus o degenerate in cellule di tumori. Inoltre, i linfociti T citotossici liberano citochine che stimolano l’attività dei fagociti.

Linfocita T di memoria (linfociti Tm)

E’ un tipo di linfocita che ha la caratteristica di conservare il ricordo del contatto fra il sistema immunitario di un individuo e l’antigene.

Linfocita T helper (linfocita Th)

Questo linfocita è definito helper (in italiano “aiutante”) perché “aiuta” altre cellule del sistema immunitario a svolgere le loro funzioni. Questi linfociti infatti liberano citochine che, a loro volta, regolano la produzione e la differenziazione di altri linfociti T e anche di fagociti e linfociti B.

Linfocita T regolatorio (linfocita Treg)

La funzione di questo linfocita consiste nell’evitare che il sistema immunitario attacchi molecole non dannose per l’organismo. Proprio per questo effetto di inibizione di alcune risposte del sistema immunitario, sono stati in passato denominati linfociti T soppressori. I linfociti T regolatori vengono in parte prodotti nel timo ed in parte si formano nel corso di una risposta del sistema immunitario, per “limitarla” ed evitare che coinvolga in modo improprio molecole dannose per l’organismo.

Linfocita T soppressorio (o T suppressor)

Vedi Linfocita T regolatorio.

Linfonodi

Piccoli organi situati lungo i vasi nei quali scorre la linfa (vasi linfatici), presenti in tutte le aree dell’organismo. I linfonodi si chiamano anche stazioni linfatiche perché, in questi organi, cellule del sistema immunitario, come i linfociti, si fermano e si raccolgono per svolgere alcune delle loro funzioni. In alcuni distretti dell’organismo i linfonodi assumono denominazioni particolari: è il caso delle placche di Peyer che si trovano nello spessore della parete dell’intestino o delle tonsille poste nella faringe.

Mastocita

Cellule simili ai granulociti basofili, ma localizzate nei tessuti. I granuli dei mastociti contengono molecole e mediatori, come l’istamina, coinvolti sia nei meccanismi dell’infiammazione, che in quelli delle reazioni allergiche.

Metalli

Sempre più spesso i metalli sono individuati come causa di allergia. Fra i metalli più spesso associati a reazioni allergiche ci sono nickel, cromo e altri ancora. Abitualmente si pensa che le allergie ai metalli siano provocate dal contatto con indumenti o loro accessori che li contengono, ma non va dimenticato che, sia pure in minime quantità, i metalli sono presenti anche in cibi e bevande.

Midollo osseo

Uno dei tessuti nei quali si producono le cellule del sistema immunitario, a partire da cellule progenitrici (cellule staminali) e non differenziate, che evolvono differenziandosi e specializzandosi. Il midollo nel quale avvengono questi processi si trova all’interno di ossa definite “spugnose”, perché la loro parte più interna è formata da tante piccole cavità come quelle di una spugna.

Milza

E’ un organo posto a sinistra nella parte alta della cavità dell’addome. Nella milza si trovano vari tipi di cellule del sistema immunitario come linfociti e plasmacellule.

Muffe

Sono funghi che, nelle loro varie forme (per esempio spore), provocano allergie. Le muffe che più spesso inducono reazioni allergiche sono: Alternaria, Cladosporium, Aspergillus, Penicillium, Helminthosporium, Epicoccum, Fusarium, Mucor, Rhizopus e Aureobasidium (Pullularia).

Nitrati e nitriti

Sono usati come conservanti per alimenti, soprattutto per prevenire la contaminazione da parte di un microrganismo che provoca gravi intossicazioni (Clostridium botulinum) e per esaltare i colori degli alimenti. Possono causare reazioni allergiche.

Noci

Assieme alle arachidi sono che più spesso causano allergie alimentari. Come per le arachidi, possono costituire un allergene occulto in numerosi prodotti da esse derivati.

Orticaria

Consiste in alterazioni della pelle, come arrossamento, gonfiori (i cosiddetti “pomfi”), accompagnate da sensazione di calore e prurito. L’orticaria può essere manifestazione di reazioni allergiche a vari tipi di allergeni, da quelli alimentari ai farmaci, ed ha durata limitata.

Orticaria cronica

L’orticaria viene definita “cronica” quando persiste per più di sei settimane.

Parabeni

Usati come conservanti di cibi e farmaci, possono provocare reazioni allergiche.

Patch test

Traducibile con “prova del cerotto” si tratta di prove per la diagnosi di allergia che si eseguono applicando alla pelle particolari dispositivi che contengono allergeni. Nei soggetti sensibilizzati, si rilevano reazioni, localizzate alla pelle circostante, nei confronti degli allergeni provati. Il patch test è utilizzato soprattutto per la diagnosi delle allergie da contatto.

Pelle

E’ una delle sedi principali delle alterazioni indotte dalle reazioni allergiche: orticaria, dermatite ed eczema.

Plasmacellula

Vedi linfocita B.

Pesce

Come alimento, è una della principali cause di allergia e, nel linguaggio comune, nell’allergia al pesce si fanno rientrare anche quelle a crostacei e molluschi (vedi frutti di mare). L’allergia al pesce può causare reazioni anche molto gravi. Fra i pesci, quelli che più spesso provocano allergia sono: merluzzo, tonno, salmone, sardina, acciuga, sogliola, sgombro, trota, aringa, spratto, halibut.

Polline

I pollini sono componenti delle piante che servono alla loro riproduzione. I pollini si diffondono nell’ambiente con il vento o sono trasportati da insetti o altri animali. Sono la causa principale di rinite allergica e di quella che una volta era chiamata febbre da fieno. Fra i pollini più spesso causa di allergie ci sono quelli delle seguenti piante: graminacee, nocciolo, artemisia, cipresso, olivo, parietaria, betulla e ambrosia.

Pollinosi

E’ così chiamata una reazione allergica nei confronti dei pollini, che può colpire tutte le mucose “a contatto” con l’aria (naso, bocca, occhi). Se colpisce il naso, i sintomi sono prurito, congestione, sensazione di “naso chiuso”, aumentata secrezione di muco fluido, starnuti. Può anche provocare congiuntivite allergica, prurito al palato, alla gola e alle orecchie. Per anni il quadro che combinava uno o più di questi sintomi era denominato di febbre da fieno. Se la reazione allergica coinvolge i polmoni, si hanno tosse, difficoltà a respirare, sensazione di oppressione al torace e asma. Il clima può influire molto sulla pollinosi.

Prick test o Skin prick test (SPT)

Traducibile in “prova cutanea della puntura”, è un esame che prevede l’applicazione di sostanze potenzialmente i grado di indurre reazioni allergiche mediante una piccola punta che “gratta” via lo strato più superficiale della pelle. Si tratta di uno degli esami più attendibili per formulare diagnosi di allergie di vario tipo.

Prove allergiche cutanee

Sono esami che si usano per formulare diagnosi di allergia e sfruttano la capacità della pelle di reagire facilmente al contatto con gli allergeni. Vedi Prick test o Skin prick test (SPT) e Patch Test.

RAST (Radio-AllergoSorbent Test)

Traducibile in italiano in “prova di radio-assorbimento per allergie” è un esame di laboratorio che misura nel sangue la quantità di anticorpiIgE diretti verso specifici antigeni. Si tratta di una prova attendibile di reattività allergica, ma spesso le prove allergiche cutanee hanno una specificità ancora maggiore.

Reazioni crociate

Si tratta di meccanismi che fanno sì che l’allergia verso uno specifico allergene crei i presupposti per una reattività anche verso altri allergeni. Ad esempio, in un soggetto allergico al polline, ci può essere una reazione allergica anche nei confronti di alcuni alimenti. Il fenomeno, che non riguarda tutte le persone allergiche, è dovuto a “somiglianze” fra antigeni diversi che provengono da ambiti diversi. Reazioni crociate possono riguardare: arachidi e altri legumi, noci e nocciole, varie specie di pesce e vari tipi di crostacei.

Rinite allergica

Infiammazione della superficie interna (mucosa) del naso, spesso accompagnata da un aumento della produzione di muco, più fluido del normale. La mucosa del naso è uno dei primi punti di contatto fra l’aria, che può trasportare allergeni, e il sistema immunitario dell’organismo, che può reagire in maniera anomala sviluppando una reazione allergica. Fra i sintomi con i quali si manifesta ci sono: prurito al naso, starnuti, la già citata produzione aumentata di muco fluido e la sensazione di naso chiuso. La rinite si può associare a congiuntivite e asma allergici.

Sesamo

E’ causa di un’allergia che si è diffusa in Europa in anni relativamente recenti, verosimilmente a seguito della più frequente assunzione di cibi tipici della cucina del medio e del lontano oriente. I sintomi variano dal prurito alle labbra allo shock anafilattico.

Shock anafilattico

Significa collasso da anafilassi. Il termine anafilassi identifica una grave reazione allergica e collasso, come in altri quadri clinici, esprime una condizione caratterizzata da brusca riduzione della pressione sanguigna. Oltre a questo fenomeno, nello shock anafilattico si osservano angioedema, diffuso alla faccia e alla gola e prurito. La caduta della pressione innesca, a sua volta, una serie di alterazioni della funzione di cuore e vasi che possono avere esiti fatali.

Sinusite

E’ un’infiammazione di uno o più dei seni paranasali. Queste sono cavità, situate nelle ossa del volto e del cranio, localizzate intorno al naso. L’infiammazione porta a un restringimento del lume delle cavità, con conseguente ristagno di muco, e dolore. Una sinusite può essere conseguenza di riniti allergiche non trattate.

Soia

L’allergia alla soia si è diffusa di recente a causa dell’utilizzo di questo legume, e dei suoi derivati, sia come ingrediente, che come additivo di alimenti. È sconsigliato il consumo di soia ai bambini, specie se hanno già una diagnosi di allergia al latte. Sono state osservate reazioni crociate con altri alimenti quali arachidi, fagioli e piselli.

Solfiti

Sostanze chimiche usate come conservanti di bevande (vino) e prodotti alimentari (frutta secca, patate congelate, gamberi freschi, certe marmellate o gelatine). Possono causare sintomi mortali nel 5% di persone che soffrono di asma. Le reazioni allergiche possono variare dall’orticaria, al gonfiore, allo shock anafilattico.

Test Intradermico

Un esame simile allo skin prick test, che viene eseguito quando quello non da risposte conclusive. Prevede l’inoculazione sottopelle dell’allergene sottopelle.

Tolleranza immunitaria

Meccanismo grazie al quale il sistema immunitario non reagisce verso molecole, materiali e composti prodotti dall’organismo stesso o provenienti dall’ambiente. L’alterazione di tale meccanismo contribuisce allo sviluppo delle allergie e anche delle malattie autoimmuni.

Timo

E’ un organo, localizzato al centro del torace, nel quale si sviluppa un tipo di linfocita denominato linfocita T.

Uova

L’allergia alle uova è più comune fra i bambini. A causarla sono alcune proteine dell’alimento, in particolare: ovalbumina (che costituisce il 58% dell’albume), ovomucoide, con albumina e lisozima. Queste proteine reagiscono in modo diverso al calore: la conalbumina viene distrutta, mentre l’ovalbumina e l’ovomucoide sono resistenti. Le uova, oltre che come alimento in sé, sono componenti di moltissimi prodotti alimentari industriali o no, e questo rende difficile evitarle. Esistono inoltre reazioni crociate fra bianco e rosso dell’uovo, fra uova di gallina e di tacchina, di anatra e di oca. Soggetti allergici alle uova di una specie animale, inoltre, possono sviluppare allergie anche alla carne dell’animale stesso.

Vaccino antiallergico

I vaccini antiallergici sono preparati impiegati allo scopo di ridurre la sensibilizzazione dei soggetti allergici verso specifici antigeni, si somministrano per via sottocutanea o sotto la lingua e contengono allergeni. La somministrazione “controllata” degli allergeni permette all’organismo di abituarsi a “tollerare” la loro presenza. Si può iniziare a somministrare i vaccini antiallergici dall’età di quattro, fino a oltre i 60 anni, purché non ci siano specifiche controindicazioni. I vaccini antiallergici si usano per trattare allergie a pollini, peli di animali, muffe, ecc. La cura dell’allergia con vaccini antiallergici è chiamata anche “immunoterapia” o , più correttamente, “immunoterapia allergene-specifica”.