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Perché il cibo può diventare un nemico?

Il Cibo fonte di nutrimento, di vita e di benessere ad un certo momento della vita, a causa di stress, di uso di farmaci, di consumo di cibo industriale può diventare un nemico perché viene a rompersi l’equilibrio che abbiamo esaminato nel precedente blog tra cervello, sistema endocrino, sistema immunitario a causa di un’alterazione della mucosa gastrointestinale che non è più in grado di controllare l’assorbimento regolare delle molecole alimentari. A causa di una cattiva alimentazione, di uso di antibiotici e altri farmaci si verificano delle alterazioni qualitative e quantitative del microbiota intestinale che causano l’alterazione della permeabilità della mucosa intestinale, l’innesco di un processo infiammatorio cronico e la comparsa di patologie intestinali (Colon Irritabile) ed extra-intestinali (Diabete, l’Obesità, la Psoriasi, l’Artrite Reumatoide).

Se pensiamo che il 70% delle calorie che introduciamo derivano da cibi trasformati che quindi contengono additivi, conservanti, coloranti e solo il 30% deriva da alimenti naturali, stagionali; possiamo renderci conto quanto sia importante recuperare un’alimentazione basata sulla scelta di alimenti freschi, di stagione e possibilmente coltivati in modo biologico.

Si è calcolato che in dieci anni si introducono 2-3 tonnellate di cibo e nel contempo circa un quintale di sostanze chimiche. I motivi che hanno portato a questi rischi sono vari, possiamo sicuramente considerare che la globalizzazione ha ridotto la qualità degli alimenti, la vita moderna ha portato sempre più frequentemente alla scelta di cibi confezionati e pronti, la crisi economica ha portato ad un aumento delle frodi agroalimentari.

Nel contempo oltre 25 anni di studi hanno dimostrato che esistono delle correlazioni tra ingestione di sostanze chimiche con gli alimenti e aumento delle malattie cronico-degenerative.

L’elemento comune che collega tutte queste patologie è l’infiammazione cronica di basso grado, un killer silenzioso che man mano conduce ad una ulteriore lesione della mucosa gastrointestinale e alla progressiva compromissione della sua funzione di controllo.

Anche nelle Intolleranze Alimentari si riconosce questo meccanismo infiammatorio cronico come responsabile del mancato controllo dell’assorbimento delle molecole alimentari da parte della mucosa gastrointestinale e con la conseguente risposta del sistema immunitario che porta alla liberazione di istamina (sostanza pro-infiammatoria) a livello della mucosa intestinale e nel sangue e la comparsa di disturbi gastrointestinali, cutanei, respiratori o di tipo generale (stanchezza, cefalea).

Le Intolleranze Alimentari rappresentano un disturbo sempre più frequente nella popolazione occidentale e si presentano con gonfiore e dolore intestinale, nausea, eritemi e pruriti cutanei, ma spesso questo problema viene affrontato in modo improprio ricorrendo a test di scarsa o nulla validità scientifica con il rischio di esclusioni immotivate di alimenti per lunghi periodi di tempo.

Le Intolleranze Alimentari richiedono una valutazione medica specialistica mirata a individuare le cause che hanno portato al fenomeno dell’intolleranza e conseguentemente a trovare il rimedio adatto per ciascun caso.

Le forme di intolleranze più studiate sono quella al latte e al glutine che tratteremo nei prossimi articoli.

Dott. Antonio Corsano

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